Gabriele Paolini – l’incursore.
Gabriele Paolini (Milano, 12 ottobre 1974) è un personaggio televisivo italiano, divenuto noto agli spettatori dei telegiornali per le sue apparizioni di disturbo nel corso dei collegamenti esterni in diretta televisiva.
Autodefinitosi “inquinatore televisivo” e autoproclamatosi “profeta del condom” o “Diabolik di Casal de’ Pazzi”, Paolini ha dichiarato d’aver iniziato nel 1997 la sua attività di protesta durante le dirette televisive per incentivare l’uso del preservativo, polemizzando fortemente con le posizioni della Chiesa Cattolica, dopo la morte per AIDS di un suo amico che contrasse la malattia, pochi anni prima, in un rapporto sessuale non protetto con una prostituta.
Nel corso degli anni, durante le sue azioni di disturbo, si è occupato anche di altri argomenti come la politica o la cronaca (ad esempio i “PACS” o la Strage di Ustica).
Paolini irrompe in programmi televisivi che eseguono collegamenti in diretta all’aperto: si tratta prevalentemente di telegiornali, ma anche di trasmissioni di attualità. Espone spesso cartelli di ogni tipo, fa le corna, rivolge insulti ai politici o ai personaggi dello spettacolo e disturba l’attività degli inviati che a volte sono costretti a interrompere il servizio perché impossibilitati a continuare il loro lavoro (in alcuni casi, ad esempio al TG4 e su SKY, non si sono effettuati collegamenti per evitare che il molestatore potesse inscenare una delle sue “performance”). Per essere costantemente informato sulle prossime dirette, porta sempre con sé un televisorino portatile che gli consente non solo di sapere con precisione il momento e il luogo in cui si sta iniziando un collegamento, ma gli permette anche di controllare l’inquadratura e rimediare ai tentativi del cineoperatore di escluderlo dall’immagine.
La sentenza della Corte di Cassazione dell’8 marzo 2006 ha riconosciuto il reato di molestie per un’azione durante un collegamento televisivo Rai del 28 marzo 2002 in diretta da palazzo Chigi, nel corso del quale Paolini si era posto alle spalle di un giornalista con un cartello giudicato offensivo del decoro del noto presentatore Pippo Baudo.
Secondo la Cassazione le intrusioni di Paolini nelle dirette televisive sono vere e proprie molestie determinate da un’azione di disturbo che altera le normali condizioni di tranquillità delle persone che stanno lavorando attraverso un’azione impertinente, indiscreta, invadente, senz’altro riconducibile nella nozione di petulanza. Per effetto di questa decisione Gabriele Paolini ha dovuto pagare un’ammenda di 240 euro oltre a risarcire i danni in favore della Rai, costituitasi parte civile. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza dello scorso aprile con la quale Gabriele Paolini fu assolto dall’accusa di molestie e disturbo delle persone per una incursione durante alcuni collegamenti della Rai da Palazzo Chigi. Il processo è stato rinviato al giudice monocratico di Roma. Ad assolverlo nell’aprile 2008 è stato il giudice monocratico Gennaro Francione che aveva motivato la sua decisione spiegando che non solo “formalmente l’intrusione di Paolini si traduceva in un’azione di disturbo che alterava le normali condizioni di tranquillità delle persone che stavano lavorando”, ma anche che “le incursioni di Paolini portano a un aumento dello share cui è legata la vita dell’azienda Rai, il che non solo non arreca danno, ma si risolve in un beneficio all’ente”.
La Cassazione ha confermato la condanna di Paolini per interruzione e turbativa di pubblico servizio rigettando il ricorso contro la condanna a tre mesi decretata dalla Corte di Appello di Roma. Paolini aveva disturbato una trasmissione in diretta del TG1. Nel dispositivo Paolini è stato anche condannato a risarcire la Rai, che si è costituita parte civile.
Autodefinitosi “inquinatore televisivo” e autoproclamatosi “profeta del condom” o “Diabolik di Casal de’ Pazzi”, Paolini ha dichiarato d’aver iniziato nel 1997 la sua attività di protesta durante le dirette televisive per incentivare l’uso del preservativo, polemizzando fortemente con le posizioni della Chiesa Cattolica, dopo la morte per AIDS di un suo amico che contrasse la malattia, pochi anni prima, in un rapporto sessuale non protetto con una prostituta.
Nel corso degli anni, durante le sue azioni di disturbo, si è occupato anche di altri argomenti come la politica o la cronaca (ad esempio i “PACS” o la Strage di Ustica).
Paolini irrompe in programmi televisivi che eseguono collegamenti in diretta all’aperto: si tratta prevalentemente di telegiornali, ma anche di trasmissioni di attualità. Espone spesso cartelli di ogni tipo, fa le corna, rivolge insulti ai politici o ai personaggi dello spettacolo e disturba l’attività degli inviati che a volte sono costretti a interrompere il servizio perché impossibilitati a continuare il loro lavoro (in alcuni casi, ad esempio al TG4 e su SKY, non si sono effettuati collegamenti per evitare che il molestatore potesse inscenare una delle sue “performance”). Per essere costantemente informato sulle prossime dirette, porta sempre con sé un televisorino portatile che gli consente non solo di sapere con precisione il momento e il luogo in cui si sta iniziando un collegamento, ma gli permette anche di controllare l’inquadratura e rimediare ai tentativi del cineoperatore di escluderlo dall’immagine.
La sentenza della Corte di Cassazione dell’8 marzo 2006 ha riconosciuto il reato di molestie per un’azione durante un collegamento televisivo Rai del 28 marzo 2002 in diretta da palazzo Chigi, nel corso del quale Paolini si era posto alle spalle di un giornalista con un cartello giudicato offensivo del decoro del noto presentatore Pippo Baudo.
Secondo la Cassazione le intrusioni di Paolini nelle dirette televisive sono vere e proprie molestie determinate da un’azione di disturbo che altera le normali condizioni di tranquillità delle persone che stanno lavorando attraverso un’azione impertinente, indiscreta, invadente, senz’altro riconducibile nella nozione di petulanza. Per effetto di questa decisione Gabriele Paolini ha dovuto pagare un’ammenda di 240 euro oltre a risarcire i danni in favore della Rai, costituitasi parte civile. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza dello scorso aprile con la quale Gabriele Paolini fu assolto dall’accusa di molestie e disturbo delle persone per una incursione durante alcuni collegamenti della Rai da Palazzo Chigi. Il processo è stato rinviato al giudice monocratico di Roma. Ad assolverlo nell’aprile 2008 è stato il giudice monocratico Gennaro Francione che aveva motivato la sua decisione spiegando che non solo “formalmente l’intrusione di Paolini si traduceva in un’azione di disturbo che alterava le normali condizioni di tranquillità delle persone che stavano lavorando”, ma anche che “le incursioni di Paolini portano a un aumento dello share cui è legata la vita dell’azienda Rai, il che non solo non arreca danno, ma si risolve in un beneficio all’ente”.
La Cassazione ha confermato la condanna di Paolini per interruzione e turbativa di pubblico servizio rigettando il ricorso contro la condanna a tre mesi decretata dalla Corte di Appello di Roma. Paolini aveva disturbato una trasmissione in diretta del TG1. Nel dispositivo Paolini è stato anche condannato a risarcire la Rai, che si è costituita parte civile.
Opere:
Gabriele Paolini, Il profeta del condom. Un rompiscatole in televisione per una battaglia civile, Napoleone, 2000, ISBN 8871242807, ISBN 9788871242804
Gabriele Paolini, Io, pagina ribelle. Fenomenologia dell’artista Gabriele Paolini, la televisione prima e dopo «Il profeta del condom», Croce Libreria, 2007, ISBN 8889337354, ISBN 9788889337356.
Curiosità:
Ha dichiarato pubblicamente la propria omosessualità nel 2000
Il 7 novembre 2004 ha dichiarato, in diretta televisiva su Teleroma 56, di essere stato vittima a 15 anni di abusi sessuali da parte di un prete pedofilo.
Durante i Mondiali di calcio Francia 1998 il giornalista Paolo Frajese, inviato del TG1, lo prese a calci in diretta da Marsiglia. L’immagine, resa celebre dal programma di Rai 3 “Blob”, è stata riproposta in decine di trasmissioni televisive sia in Italia che all’estero (ad esempio dalla CNN e da Channel 4). Per il gesto di Frajese Paolini, dopo essersi rivolto al Tribunale Penale di Roma, è stato risarcito dalla Rai con 20mila euro[senza fonte].
Stando alla home page del suo sito il 23 Agosto 2006 è entrato nel Guinness dei primati come primatista mondiale, in merito alle sue 20.000 apparizioni sul piccolo schermo, alle spalle di giornalisti collegati in diretta ed è stato citato dal critico televisivo Aldo Grasso, che gli ha dedicato una voce autonoma sulla Garzantina della Tv.
Stando ad un resoconto dei fatti presente sul sito dello stesso Paolini il 5 marzo 1995 è riuscito a consegnare personalmente un preservativo (mascherato da un foglio di richieste) a papa Giovanni Paolo II, in una chiesa romana.
Nei giorni successivi al Maremoto dell’Oceano Indiano del 2004, Paolini interruppe una diretta presso la sede del Ministero degli Affari Esteri nel corso della quale un giornalista stava riportando le cifre relative alle migliaia di morti. In tale occasione Paolini brandiva un cartello indicante l’URL del suo sito personale; il forum del suo sito web divenne subito preda di numerosi messaggi indignati[senza fonte].
Nel mese di aprile 2007 il giornalista Enrico Mentana ha dedicato tre puntate di Matrix a Paolini; in una di queste vi era anche la sua vittima preferita, Emilio Fede. Aldo Grasso, sul Corriere della Sera del 20 aprile 2007 ha così scritto: «Gabriele Paolini ha battuto clamorosamente “Porta a Porta”, condotto da Bruno Vespa – 25,62% di share contro il 13,81%». Nel mese di luglio 2007 Paolini ha querelato a sorpresa di tutti Enrico Mentana per il reato di “diffamazione col mezzo della stampa”, come ha riportato il quotidiano “Libero”, in esclusiva nazionale.[senza fonte] La causa: presunta censura. In quelle puntate, Paolini ha promesso la fine dell’”attività” di disturbatore; promessa poi non mantenuta, in quanto si è fatto nuovamente vivo nell’ottobre 2007 al TG2 ed al TG5, ma con un nuovo look.
Paolini ha disturbato un servizio del programma satirico Striscia la notizia, che spesso lo deride, sui prezzi alti a seguito della morte di Giovanni Paolo II nei negozi che si trovano nei pressi del Vaticano.
Ultima apparizione di disturbo durante gli esami scolastici al tg1 del 2009.
Fonte Wikipedia.
Gabriele Paolini – L’incursore
28 Giugno 2009 di riflessioniquotidiane








